Wo Long: Fallen Dynasty – Recensione

Il 2023 sarà a mani basse il miglior anno per i possessori di Gamepass, infatti Microsoft ha già annunciato quali saranno i nuovi titoli presenti sulla piattaforma che verranno caricati nel corso dell’anno e “Wo Long” è uno di questi. Il nuovo gioco di Team Ninja, pubblicato il 3 marzo, si muove sulla stessa linea tracciata da “Nioh” con qualche novità e forse troppe cose già viste nei giochi precedenti.

La storia dei Tre Regni – Ambientazione

Come abbiamo già visto il Team Ninja crea i propri prodotti basandosi sulla reale storia e “Wo Long” non è da meno, infatti, il gioco è ambientato in Cina tra la fine del II secolo d.C. e l’inizio del III secolo e racconta cosa portò alla creazione dei tre regni, una fase della Cina in cui l’impero non godeva di una buona situazione economica e le piccole province erano, di fatto, anarchiche. Tutta questa confusione portò alla rivolta dei Turbanti Gialli che può essere considerata la prima scintilla della nascita dei tre regni sopramenzionati. È proprio qui che si deve collocare l’inizio del gioco, dove il nostro protagonista è coinvolto in uno scontro. Dopo essere stato ucciso verrà resuscitato dal “Ragazzo con gli occhi bendati” e successivamente inizierà la creazione del personaggio che è la stessa già vista in “Nioh 2”. Per tutta la storia vivremo le vicende che si svolsero all’epoca, incontrando tanti personaggi famosi, inoltre, come è stato per i due Nioh, anche la componente fantastica primeggerà nella storia. Un ulteriore meccanica gradita è la presenza di un glossario che ci darà tutte le informazioni aggiuntive su eventi, personaggi storici, demoni e bestie divine, molto utile se si vuole approfondire la trama.   Nonostante tutto la storia non appassiona affatto, non perché sia scritta male, ma in quanto poco coinvolgente, il tutto sorprende non poco perché nei due Nioh il Team Ninja ha fatto un lavoro egregio. Wo Long non avrà un’unica mappa da esplorare, ma si suddivide in piccole mappe di medie dimensioni che potremo esplorare attraverso le missioni principali e secondarie, le prime ovviamente servono per progredire nella storia mentre le seconde a potenziare ulteriormente il protagonista, cosa molto utile. Le mappe di Wo Long sono forse tra le più semplici da esplorare di tutti i souls e “souls like” (per Souls-like si intende un sottogenere dei videogiochi Action RPG ispirato alla serie Soulsborne, sviluppata da FromSoftware e diretta da Hidetaka Miyazaki. Il primo gioco appartenente a questa categoria è stato Demon’s Souls, pubblicato nel 2009 in Giappone e nel 2010 in Europa) usciti fino a questo momento, nonostante abbiano un’estetica discreta sono tutto sommato troppo banali e di tutti gli “shortcut” (scorciatoie) trovati nessuno è servito realmente a qualcosa. Questo perché quando si sbloccava uno “shortcut” immediatamente saltava fuori un nuovo checkpoint che di fatto annullava l’utilità della scorciatoia. All’interno delle varie zone abbiamo delle bandiere che fungono da “checkpoint” (come è di consueto ormai nei Souls-like) dove potremo avanzare di livello, acquistare le munizioni, cambiare la bestia divina. Inoltre nelle mappe saranno presenti anche delle bandiere più piccole le quali serviranno a far aumentare il grado morale, una delle novità del gioco. Infine al posto degli spiritelli “Kodama” (visti in Nioh 1 e 2) qui abbiamo dei “demoni panda” che possono essere associati al “pio pio” dei Dark Souls, infatti dando loro un oggetto verremo ricompensati con qualche premio casuale. Durante l’esplorazione saremo accompagnati da colonne sonore molto gradevoli all’ascolto, le uniche grandi pecche è che sono molto brevi e vengono riprodotte all’infinito in loop, il che è molto snervante dopo mezz’ora di giri nelle mappe di gioco. Com’è di consueto il Team Ninja è solito riempire i suoi giochi di attività da fare e “Wo Long” ci terra impegnati per circa 40 ore, una longevità notevole, considerando anche il genere e la sua linearità. Senza contare il fatto che il gioco possiede anche una modalità PVP (il multiplayer) che ci consente di invadere altri mondi per sfidare dei giocatori online, oltre a ciò potremo essere anche invasi e combattere con il nuovo arrivato. Tutto ciò quindi aumenta di molto la durata del titolo se ovviamente siete appassionati del pvp nei souls.

Le secondarie – Una progressiva pigrizia

Come già detto in precedenza “Wo Long” si suddivide in missioni principali e secondarie, quest’ultime sono di una grandissima utilità perché ci consentono di potenziare di molto il nostro PG e di prepararlo al meglio per le nuove missioni principali. In genere le nuove secondarie si sbloccano dopo aver concluso una missione principale e sono ambientate nelle stesse mappe di queste ultime, unica differenza è che le secondarie iniziano da punti diversi rispetto a quando le abbiamo esplorate la prima volta e nonostante tutto le potremo vedere molto cambiate in quanto ci saranno nuovi nemici, questi saranno in posizioni completamente diverse, e non tutti i punti della mappa saranno accessibili. In altre parole è si la stessa mappa ma diversa. Il grande problema di “Wo Long” è che all’inizio effettuare le missioni secondarie era molto piacevole e divertente, ma andando avanti con la storia diventano estremamente ripetitive. Ci sono missioni secondarie in cui bisogna uccidere un solo nemico o raccogliere dei semplici oggetti, e la cosa sorprendete è che durano pochissimo, infatti verso la fine del gioco si tende ad evitare di effettuarle per la troppa noia che trasmettono. Il grande difetto è che si nota la progressiva pigrizia degli sviluppatori in quanto le prime secondarie sono abbastanza intricate e lunghe, ma verso la fine tutto ciò è assente. Inoltre il gioco considera per missioni secondarie le boss fight aggiuntive che ci vengono date dagli altri NPC (in pratica ogni tanto qualche personaggio ci lancerà una sfida per testare la sua forza). Sarebbe stato molto più interessante realizzare una terza categoria di missioni legate solo alle boss fight, in questo modo si sarebbero potute creare delle secondarie molto più divertenti e immersive.

Combat System – Un mezzo cambiamento

“Wo Long” si contraddistingue per un combattimento molto frenetico, ma molto gradevole e soddisfacente. Non considerate l’aggettivo frenetico con accezione negativa, infatti seguendo lo stile di “Nioh” il combattimento risulta essere molto tecnico e soprattutto veloce. Grande novità è l’assenza di stamina (elemento comune in tutti i souls), al posto di quest’ultima è stato aggiunto lo “spirito” che nel caso in cui dovesse giungere a livelli critici può causare sbilanciamento e permettere al nemico effettuare un colpo critico. Lo spirito diminuisce sia quando si schiva sia quando si eseguono attacchi speciali.  Oltre ai consueti attacchi leggeri e pesanti in “Wo Long” sono state aggiunte due importanti novità: la deviate e le arti marziali. La prima è una meccanica che ci consente, deviando, di sbilanciare il nemico, muovendoci in tal modo potremo consumare il suo spirito che esaurito del tutto ci consentirà di effettuare un colpo critico. Una meccanica ripresa da “Sekiro” dove tutto si basava sulla buona riuscita della parata. Nonostante questa meccanica derivativa, la deviata in “Wo Long” dà al combattimento una dinamicità molto interessante e ci consente di terminare gli scontri indenni. Oltre alla deviata è presente anche la classica schivata che ci consente di allontanarci di molto dai nemici, anche se è consigliato imparare la deviazione se si vuole essere dominanti negli scontri. Bisogna ammettere che il gioco non si è presentato al meglio in quanto il primo boss è forse tra i più confusionari mai visti in un souls, in quanto non rende chiaro il combattimento, soprattutto nella seconda fase, ma fortunatamente il gioco migliora andando avanti e regala degli ottimi scontri; non aspettatevi un nuovo “Elden Ring”, ma di sicuro non ne rimarrete delusi se apprezzate il genere. Altra grande “novità” sono le arti marziali che in sostanza si sostituiscono alle pose presenti nei due Nioh. Queste mosse sono legate alle armi presenti nel mondo di gioco e ognuna di queste ne ha una diversa. Altro elemento interessante è la presenza degli incantesimi che potranno essere sbloccati attraverso un fitto albero delle abilità, infatti gli incantesimi si suddividono in 5 categorie: legno, acqua, fuoco, metallo e terra. Nonostante tutto non sono risultati estremamente utili e tranne qualcuno (la scaglia di ghiaccio ad esempio) per tutto il gioco sono stati utilizzati pochissimo. Come già detto nel gioco è presente il “grado morale” che serve a lanciare gli incantesimi ma non solo, infatti, sia per noi che per i nemici ci sarà questo grado da cui dipendono molti scontri. Difatti se la differenza tra il nostro grado morale e quello del nemico dovesse essere molto alta sarà molto più complesso affrontarli in quanto subiremo più danni e ne infliggeremo di meno. Per aumentare questo grado bisogna affrontare i nemici, ma badate bene perché nel caso in cui si dovesse morire il grado morale tornerebbe a 0. Per evitare ciò bisogna sbloccare le piccole bandiere presenti nella mappa che ci permettono di evitare che il grado morale scendi. Dunque è molto utile esplorare per evitare di arrivare impreparati alle boss fight.

Il villaggio tra le montagne – Hub di Gioco

Oramai le hub di gioco sono una realtà più che consolidata all’interno dei videogiochi, luoghi che ci permettono di organizzarci prima di riprendere l’esplorazione o, come nel caso di “Wo Long”, di iniziare una nuova missione. Poco dopo l’inizio della storia sbloccheremo un villaggio situato in mezzo alle montagne, all’interno del quale potremo effettuare tutte le preparazioni necessarie per affrontare al meglio le nuove sfide che si paleseranno dinnanzi. Nel villaggio infatti è presente un fabbro che (come ormai è di consueto nei vari videogiochi di questo genere) ci consente di potenziare sia le armi che le armature, inoltre, potremo aggiungere dei bonus alle varie armi, ad esempio un aumento dei danni elementali oppure una riduzione dello spirito utilizzato in battaglia. Il gioco in effetti offre molte possibilità da questo punto di vista e le combinazioni che si possono creare sono davvero tante, non a caso passerete molto tempo dal fabbro per decidere quale bonus applicare. Oltre al fabbro è possibile redistribuire le caratteristiche assegnate al nostro PG durante i potenziamenti; se non siete soddisfatti delle vostre statistiche potrete parlare con un NPC il quale vi concederà di effettuare questo cambiamento. Una cosa questa della redistribuzione che ormai è la base di ogni Souls-like, ormai i giochi From Software fanno hanno creato un vero e proprio genere e fanno da scuola a tutti i Souls-like usciti, Wo Long compreso. Nel villaggio ci saranno molti NPC con cui discutere e approfondire ulteriormente la trama del mondo di gioco, in aggiunta alcuni di questi ogni tanto vi chiederanno dei piccoli favori in cambio dei quali vi daranno dei premi. Ad esempio c’è il ragazzo sulla torre che vuole le “Esuvie di Cicala Dorata (una specie di droga), oppure in una casetta potrete trovare la ragazza che ama leggere le storie narrate sulle tavolette di legno. Tutto ciò sarà presente durante le varie missioni dunque è consigliato tornare al villaggio tra una missione e l’altra per scoprire tutto ciò che succede lì, perché oltre al semplice raccogliere oggetti potrete incontrare degli NPC aggiuntivi che vi lanceranno delle sfide (delle nuove boss fight), aiutare una donna a ritrovare le chiavi della sua casa e molto altro.

Considerazioni Finali

“Wo Long” è indubbio un buon GDR in stile Souls-like con qualche novità per i giochi del Team Ninja, novità però che sono riprese da altri titoli come “Sekiro” e ciò non rende “Wo Long” originalissimo. Se dovessi trovare un aggettivo vi direi divertente in quanto i combattimenti sono una goduria dal primo momento in cui inizia la storia fino alla fine di quest’ultima. Ci sono delle boss fight molto interessanti ma di certo inferiori sia ai vari Souls sia ai due Nioh usciti negli scorsi anni. Il primo “Nioh” ha delle boss fight persino superiori ai vari Souls e questo non è affatto poco (non a caso lo reputo come il miglior Souls-Like mai uscito). “Wo Long” è un gioco avrebbe potuto essere uno dei migliori giochi usciti nel 2023, ma purtroppo è stata a parer mio, un’occasione persa in quanto si percepisce l’ingiustificata pigrizia degli sviluppatori. Sia ben chiaro non è brutto, ma di certo ha deluso le aspettative con una storia non impattante e con delle meccaniche già viste in precedenza. Oramai i Souls-like hanno una nuova traccia da cui devono prendere spunto e ovviamente essere all’altezza, questa si chiama “Elden Ring” che, per quanto abbia dei difetti, ha portato il genere Souls ad un livello mai visto prima e i Souls-like se vogliono essere ricordati per molti anni dovranno fronteggiarsi con questo nuovo colosso videoludico. 

Giuseppe Cangiano